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	<title>Forme e generi della testualità digitale &#187; Notizie</title>
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	<description>Weblog del corso "Forme e generi della testualità digitale", a.a. 2008-09, Laurea magistrale in "Informazione, Editoria, Giornalismo", Università Roma Tre</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Oct 2009 01:14:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Elaborati finali del corso 2008-09</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 00:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giornalismo partecipativo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il corso &#8220;Forme e generi&#8221; riparte il 5 ottobre 2009 con i seguenti orari: lunedì dalle 13 alle 16, mercoledì dalle 10 alle 13, sempre nell&#8217;aula informatica dell&#8217;edificio B. Quale inizio migliore che rivedere insieme il lavoro conclusivo degli studenti? In alternativa all&#8217;esame tradizionale, infatti, il corso prevedeva che studenti e studentesse realizzassero un elaborato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il corso &#8220;Forme e generi&#8221; riparte il 5 ottobre 2009 con i seguenti orari: lunedì dalle 13 alle 16, mercoledì dalle 10 alle 13, sempre nell&#8217;aula informatica dell&#8217;edificio B. Quale inizio migliore che rivedere insieme il lavoro conclusivo degli studenti? In alternativa all&#8217;esame tradizionale, infatti, il corso prevedeva che studenti e studentesse realizzassero un elaborato finale in formato digitale. Gli elaborati sono stati di tre tipi: un Wiki su uno degli argomenti del programma (a scelta dello studente); un Blog (idem); la codifica XML di testi collegati alla <a href="http://nexos.cisi.unito.it/joomla/cooperare/">ricerca PRIN</a> da me coordinata. A parte un gruppetto di spericolati codificatori e una <a href="http://tada.mcmaster.ca/Main/TATutorialItalian" target="_blank">traduttrice</a>, la maggioranza si è concentrata sul Wiki (un solo blog!). I temi scelti spaziano dal rapporto parola-immagine alla la scrittura collaborativa, dal giornalismo partecipativo all&#8217;usabilità dei siti web, senza dimenticare le applicazioni emergenti del Web 2.0 e le sperimentazioni della letteratura digitale. Ma non sono mancate riflessioni teoriche sulla prima parte del corso, quella dedicata alla lettura dei &#8220;classici&#8221; della comunicazione, come Walter Ong, McLuhan, Goody, Innis, ecc.</p>
<p>Invito tutti a esplorare il lavoro svolto dagli studenti: quasi sempre s&#8217;impara qualcosa di nuovo. Ma l&#8217;aspetto più interessante probabilmente è il modo in cui la forma ipertestuale ha fatto riflettere autori e autrici sull&#8217;organizzazione dell&#8217;informazione, cioè sul ruolo &#8220;cognitivo&#8221; e <em>knowledge-shaping</em> che nell&#8217;economia della scrittura svolge l&#8217;architettura dei contenuti.</p>
<p>Questo l&#8217;elenco (spero completo!) degli elaborati:</p>
<p><a href="http://claudiaiaboni.pbworks.com" target="_blank">claudiaiaboni.pbworks.com</a><br />
<a href="http://laletteraturadopoilworldwideweb.pbworks.com/" target="_blank">laletteraturadopoilworldwideweb.pbworks.com</a><br />
<a href="http://flaminiatommasi.pbworks.com" target="_blank">flaminiatommasi.pbworks.com</a><br />
<a href="http://humanspirit.pbworks.com" target="_blank">humanspirit.pbworks.com</a><br />
<a href="http://immaginitestuali.pbworks.com" target="_blank">immaginitestuali.pbworks.com</a><br />
<a href="http://interfacceculturali.pbworks.com" target="_blank">interfacceculturali.pbworks.com</a><br />
<a href="http://lindamuzi84.pbworks.com" target="_blank">lindamuzi84.pbworks.com</a><br />
<a href="http://metamorfosidellascrittura.pbworks.com" target="_blank">metamorfosidellascrittura.pbworks.com</a><br />
<a href="http://mutamenti.pbworks.com" target="_blank">mutamenti.pbworks.com</a><br />
<a href="http://paroleimmagini.pbworks.com" target="_blank">paroleimmagini.pbworks.com</a><br />
<a href="http://spatu84.pbworks.com" target="_blank">spatu84.pbworks.com</a><br />
<a href="http://usabilita.pbworks.com" target="_blank">usabilita.pbworks.com</a><br />
<a href="http://walterongwork.pbworks.com" target="_blank">walterongwork.pbworks.com</a><br />
<a href="http://comunicazionetestuale.wordpress.com/intro/" target="_blank">http://comunicazionetestuale.wordpress.com/intro/</a></p>
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		<title>Materiali &#8220;Editoria, comunicazione, giornalismo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 18:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa settimana (16 e 18 giugno) farò due lezioni sull&#8217;edizione digitale nel Corso di perfezionamento in Editoria, comunicazione, giornalismo diretto da Antonella Stefinlongo a Roma Tre. Il modulo sull&#8217;edizione digitale è orientato alla pratica e suddiviso in due parti, la prima svolta dal sottoscritto e la seconda dal collega di Tor Vergata Daniele Silvi. Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settimana (16 e 18 giugno) farò due lezioni sull&#8217;edizione digitale nel Corso di perfezionamento in <a href="http://www.uniroma3.it/schedaPostLauream08.php?pl=69&amp;facolta=107">Editoria, comunicazione, giornalismo</a> diretto da Antonella Stefinlongo a Roma Tre. Il modulo sull&#8217;edizione digitale è orientato alla pratica e suddiviso in due parti, la prima svolta dal sottoscritto e la seconda dal collega di Tor Vergata Daniele Silvi. Ecco le diapositive PPT della prima parte: <a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/intro_ediz_digitale_master_09.pdf">I</a> e <a href='http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/xml_corso_09_a.pdf'>II</a>. I materiali per l&#8217;esercitazione verranno distribuiti a lezione. </p>
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		<title>Underground semiotics</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 00:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle prime rappresentazioni dell&#8217;oltretomba greco, l&#8217;Ade, &#8220;ci viene dall&#8217;Odissea, in cui Omero descrive il regno dei morti buio e vuoto, popolato da anime che si aggirano tristi fra i grigi campi e i pallidi asfodeli, rimpiangendo la vita e la luce del sole.&#8221; Qualche settimana fa, aggirandomi per la nostra Ade contemporanea, la metropolitana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle prime rappresentazioni dell&#8217;oltretomba greco, l&#8217;Ade, &#8220;ci viene dall&#8217;Odissea, in cui Omero descrive il regno dei morti buio e vuoto, popolato da anime che si aggirano tristi fra i grigi campi e i pallidi asfodeli, rimpiangendo la vita e la luce del sole.&#8221; Qualche settimana fa, aggirandomi per la nostra Ade contemporanea, la metropolitana romana, notavo sconsolato i simboli che appaiono sulle porte dei vagoni. Si tratta di icone, a volte accompagnate da brevi didascalie di testo, che dovrebbero fornire allo sventurato passeggero informazioni e istruzioni di sicurezza  (esempio: &#8220;attenti allo scalino&#8221;, ecc.).</p>
<div id="attachment_217" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/suppli_cade_scalino.jpg"><img class="size-medium wp-image-217" src="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/suppli_cade_scalino-250x300.jpg" alt="Il supplì nero cade o è sbattuto fuori a calci?" width="250" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fig. 1. Il supplì nero cade o è sbattuto fuori a calci?</p></div>
<p>Per quanto tema affascinante, eviterò di entrare nei dettagli delle origini dell&#8217;iconicità metropolitana, evidentemente ricalcata sulle figure dell&#8217;Ade greco. Accontentiamoci di osservare la storia narrata da queste immagini. Una storia attualissima. Nella prima (Fig. 1) un supplì nero con le gambe è espulso fra due frecce che pretendono rappresentare il movimento delle porte, ma che in realtà suggeriscono l&#8217;angoscia della mancanza di meta del migrante (destra o sinistra purché fuori dalle b.). L&#8217;inclinazione del corpo è inequivocabile: il supplì (certo clandestino) dovrebbe inciampare nel &#8216;gap&#8217; antistante. Invece no. Una misteriosa forza lo spinge a cadere all&#8217;indietro. O trattasi forse dell&#8217;intervento del Bravo e Patriottico Cittadino Indignato? Si dirà: ma queste sono letture di parte, calunnie orchestrate dai comunisti. Può darsi. Tuttavia nella Figura 2 abbiamo la seconda ipotesi prevista dal decreto Maroni: quando non espulso a furor di popolo, il supplì esce a gambe levate dal treno e trova ad aspettarlo dei minacciosi uomini in grigio o in bianco: Marinai per l&#8217;espatrio? la Finanza? E perché loro sono longilinei e il nero è grasso e goffo? Ovvio: il nero è l&#8217;utente-tipo della metropolitana (notare come gli uomini bianchi si tengono a distanza di sicurezza), è irregolare, mangia schifezze caloriche e d&#8217;altra parte i vagoni della metro B sono peggio delle carrette del mare.</p>
<div id="attachment_221" class="wp-caption alignleft" style="width: 259px"><a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/suppli_scende_metro.jpg"><img class="size-medium wp-image-221" src="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/suppli_scende_metro-249x300.jpg" alt="Fig. 2. Il nero e i grigi" width="249" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fig. 2. Il nero e i grigi</p></div>
<p>Procediamo ora a un rapido confronto con gli adesivi della metro di Madrid.  I simboli spagnoli sono il doppio, quattro anziché due, tre iconici e uno testuale (Fig. 3). Qui la narrazione è completamente diversa. In Spagna le persone sono immacolate,  di sesso misto e con prole al seguito. La successione delle figure, sempre affiancate, suggerisce solidità, serenità, fiducia (notare la mano della bambina protesa verso l&#8217;esterno, sebbene prudentemente cerchiata di rosso). Rispetto ai supplì romani gli spagnoli sono longilinei e quando inciampano non rinunciano a un classico  <em>paso chaflán</em>, com&#8217;è evidente dalla terza figura del ballerino.  Insomma dove noi siamo in fuga, cadiamo, ingrassiamo o espelliamo loro procedono fiduciosi dando la mano al futuro e danzando.</p>
<p>E poi dicono che la semiotica non serve a niente.</p>
<div id="attachment_226" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/metro_madrid.jpg"><img class="size-medium wp-image-226" src="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/metro_madrid-300x246.jpg" alt="Semiotica Zapateriana" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Fig. 3. Semiotica Zapateriana</p></div>
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		<title>Cultura &amp; tecnologia</title>
		<link>http://testodigitale.infolet.it/2009/05/30/scuola-estiva-culture-technology/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 15:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Communication Studies]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualcuno forse (spero) ricorderà che a lezione avevo citato le ricerche di Jennifer Slack, nonché mostrato il suo Culture and technology. Ricorderete anche il discorso che avevo tentato di abbozzare sulla storia dei communication studies, una cui costola si riversò (o si convertì?) alla fine degli anni Ottanta nei (ai) cultural studies. Una delle domande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno forse (spero) ricorderà che a lezione avevo citato le ricerche di <a href="http://www.hu.mtu.edu/~jdslack/" target="_blank">Jennifer Slack</a>, nonché mostrato il suo <a href="http://www.amazon.com/Culture-Technology-Jennifer-Daryl-Slack/dp/0820450073" target="_blank"><em>Culture and technology</em></a>. Ricorderete anche il discorso che avevo tentato di abbozzare sulla storia dei <em>communication studies</em>, una cui costola si riversò (o si convertì?) alla fine degli anni Ottanta nei (ai) <em>cultural studies</em>. Una delle domande di fondo era: che cosa sta accadendo nell&#8217;assetto teorico delle discipline cosiddette &#8216;umanistiche&#8217;? Ebbene pare che questo movimento &#8211; o spostamento &#8211; verso la problematica culturale delle tecnologie non stia passando inosservato nei paraggi dell&#8217;informatica umanistica (o <em>digital humanities</em>). Ovvero non solo archivi e biblioteche, pane e codifica, ma anche <a href="http://mediatedcultures.net" target="_blank">etnografia digitale</a> e <a href="http://infolet.it/2009/04/06/verso-linformatica-culturale/" target="_blank"><em>cultural informatics</em></a>. A essere pignoli, già Steven Johnson, nel suo bel libro <a href="http://www.awdsgn.com/HTML/ResInterCltr.html" target="_blank"><em>Interface Culture</em></a> (1997), aveva tentato di porre il problema dei rapporti fra tecnologie informatiche e cultura non nei termini di uno scontro o di una annessione, ma di una dialettica che finiva per annullarne i confini: &#8220;This book is an attempt to think about the object-world of technology as though it belonged to the world of culture, as though the two worlds were united. For the truth is, they have been united all along&#8221; (p. 1).</p>
<p>Tutto ciò non è sfuggito a una studiosa attenta come Elisabeth Burr, che organizza quest&#8217;anno a Lipsia la prima <a href="http://www.culingtec.uni-leipzig.de/ESU/ESU_1/en/home_en.htm" target="_blank">scuola estiva europea</a> &#8220;Culture &amp; Technology&#8221;. Complimenti al fiuto di Elisabeth e speriamo che questo serva a dare fiducia e idee a tutti coloro che si occupano di informatica e tecnologie &#8211; teorici, smanettoni o entrambi &#8211; ma da un punto di vista culturale.</p>
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		<title>Noi (u)siamo la macchina?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 11:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 26 maggio sarà ospite del corso il collega di Tor Vergata Paolo Sordi che terra&#8217; una lezione dal titolo: Noi (u)siamo la macchina: dal web design all&#8217;etnografia digitale La lezione si terrà dalle 17 alle 19 nel laboratorio informatico dell&#8217;edificio B della Facoltà, in via Valco di San Paolo. Credo che la formazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 26 maggio sarà ospite del corso il collega di Tor Vergata Paolo Sordi che terra&#8217; una lezione dal titolo:<br />
<a href="http://www.slideshare.net/psordi/noi-usiamo-la-macchina" target="_blank"><em>Noi (u)siamo la macchina: dal web design all&#8217;etnografia digitale</em></a></p>
<p>La lezione si terrà dalle 17 alle 19 nel laboratorio informatico dell&#8217;edificio B della Facoltà, in via Valco di San Paolo.</p>
<p>Credo che la formazione e le esperienze professionali di Paolo Sordi rappresentino un modello per i nostri studenti di comunicazione perché a una solida formazione umanistica affianca le competenze tecniche di un<br />
professionista della comunicazione digitale.  Anche lui allievo della proficua &#8220;scuola romana&#8221; di informatica umanistica<br />
guidata dal compianto Giuseppe Gigliozzi, Paolo Sordi è webmaster dell&#8217;Università LUISS Guido Carli e professore a contratto di &#8220;Progettazione e realizzazione di siti web&#8221; nel corso di Laurea magistrale in Informazione e sistemi editoriali di Tor Vergata (http://webdesign.infolet.it/).</p>
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		<title>Lezione DAMS</title>
		<link>http://testodigitale.infolet.it/2009/05/13/lezione-dams/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 10:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sono stato invitato dal Professor Michele Abrusci a tenere una lezione sull&#8217;edizione digitale nel suo corso di informatica per il DAMS. Qui trovate i materiali da utilizzare durante la lezione (slide e file per l&#8217;esercizio): http://testodigitale.infolet.it/files/2009/05/dams09.zip Buon lavoro!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono stato invitato dal Professor Michele Abrusci a tenere una lezione sull&#8217;edizione digitale nel suo corso di informatica per il DAMS. Qui trovate i materiali da utilizzare durante la lezione (slide e file per l&#8217;esercizio):<br />
<a href="../files/2009/05/dams09.zip" target="_blank">http://testodigitale.infolet.it/files/2009/05/dams09.zip</a></p>
<p>Buon lavoro!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corso sulla storia dell&#8217;edizione a Madrid</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 00:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi fosse curios* di sapere che cosa vado a fare giovedì al CSIC di Madrid nella nuova e megagalattica sede di Calle Albasanz, ecco il programma del Master. Mi raccomando non sentite troppo la mia mancanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi fosse curios* di sapere che cosa vado a fare giovedì al <a href="http://www.csic.es/detalle_actividad.do?idActividad=1986" target="_blank">CSIC</a> di Madrid nella nuova e megagalattica sede di Calle Albasanz, ecco il <a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/03/triptico-curso-de-posgrado-2009.pdf">programma</a> del Master. Mi raccomando non sentite troppo la mia mancanza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ce l&#8217;abbiamo fatta</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 09:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente! Eccolo, il nostro nuovo fiammante blog del corso &#8220;Forme e generi della testualità digitale&#8221;. Un grazie enorme a Paolo Sordi per averlo realizzato e agli studenti per aver pazientato&#8230; Ma ora chi avrà il coraggio di abbandonare il buon vecchio Yahoo!?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente! Eccolo, il nostro nuovo fiammante blog del corso &#8220;Forme e generi della testualità digitale&#8221;.</p>
<p>Un grazie enorme a Paolo Sordi per averlo realizzato e agli studenti per aver pazientato&#8230; Ma ora chi avrà il coraggio di abbandonare il buon vecchio Yahoo!?</p>
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