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	<title>Forme e generi della testualità digitale &#187; Rete e retorica</title>
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	<description>Weblog del corso "Forme e generi della testualità digitale", a.a. 2008-09, Laurea magistrale in "Informazione, Editoria, Giornalismo", Università Roma Tre</description>
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		<title>Underground semiotics</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 00:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle prime rappresentazioni dell&#8217;oltretomba greco, l&#8217;Ade, &#8220;ci viene dall&#8217;Odissea, in cui Omero descrive il regno dei morti buio e vuoto, popolato da anime che si aggirano tristi fra i grigi campi e i pallidi asfodeli, rimpiangendo la vita e la luce del sole.&#8221; Qualche settimana fa, aggirandomi per la nostra Ade contemporanea, la metropolitana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle prime rappresentazioni dell&#8217;oltretomba greco, l&#8217;Ade, &#8220;ci viene dall&#8217;Odissea, in cui Omero descrive il regno dei morti buio e vuoto, popolato da anime che si aggirano tristi fra i grigi campi e i pallidi asfodeli, rimpiangendo la vita e la luce del sole.&#8221; Qualche settimana fa, aggirandomi per la nostra Ade contemporanea, la metropolitana romana, notavo sconsolato i simboli che appaiono sulle porte dei vagoni. Si tratta di icone, a volte accompagnate da brevi didascalie di testo, che dovrebbero fornire allo sventurato passeggero informazioni e istruzioni di sicurezza  (esempio: &#8220;attenti allo scalino&#8221;, ecc.).</p>
<div id="attachment_217" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/suppli_cade_scalino.jpg"><img class="size-medium wp-image-217" src="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/suppli_cade_scalino-250x300.jpg" alt="Il supplì nero cade o è sbattuto fuori a calci?" width="250" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fig. 1. Il supplì nero cade o è sbattuto fuori a calci?</p></div>
<p>Per quanto tema affascinante, eviterò di entrare nei dettagli delle origini dell&#8217;iconicità metropolitana, evidentemente ricalcata sulle figure dell&#8217;Ade greco. Accontentiamoci di osservare la storia narrata da queste immagini. Una storia attualissima. Nella prima (Fig. 1) un supplì nero con le gambe è espulso fra due frecce che pretendono rappresentare il movimento delle porte, ma che in realtà suggeriscono l&#8217;angoscia della mancanza di meta del migrante (destra o sinistra purché fuori dalle b.). L&#8217;inclinazione del corpo è inequivocabile: il supplì (certo clandestino) dovrebbe inciampare nel &#8216;gap&#8217; antistante. Invece no. Una misteriosa forza lo spinge a cadere all&#8217;indietro. O trattasi forse dell&#8217;intervento del Bravo e Patriottico Cittadino Indignato? Si dirà: ma queste sono letture di parte, calunnie orchestrate dai comunisti. Può darsi. Tuttavia nella Figura 2 abbiamo la seconda ipotesi prevista dal decreto Maroni: quando non espulso a furor di popolo, il supplì esce a gambe levate dal treno e trova ad aspettarlo dei minacciosi uomini in grigio o in bianco: Marinai per l&#8217;espatrio? la Finanza? E perché loro sono longilinei e il nero è grasso e goffo? Ovvio: il nero è l&#8217;utente-tipo della metropolitana (notare come gli uomini bianchi si tengono a distanza di sicurezza), è irregolare, mangia schifezze caloriche e d&#8217;altra parte i vagoni della metro B sono peggio delle carrette del mare.</p>
<div id="attachment_221" class="wp-caption alignleft" style="width: 259px"><a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/suppli_scende_metro.jpg"><img class="size-medium wp-image-221" src="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/suppli_scende_metro-249x300.jpg" alt="Fig. 2. Il nero e i grigi" width="249" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fig. 2. Il nero e i grigi</p></div>
<p>Procediamo ora a un rapido confronto con gli adesivi della metro di Madrid.  I simboli spagnoli sono il doppio, quattro anziché due, tre iconici e uno testuale (Fig. 3). Qui la narrazione è completamente diversa. In Spagna le persone sono immacolate,  di sesso misto e con prole al seguito. La successione delle figure, sempre affiancate, suggerisce solidità, serenità, fiducia (notare la mano della bambina protesa verso l&#8217;esterno, sebbene prudentemente cerchiata di rosso). Rispetto ai supplì romani gli spagnoli sono longilinei e quando inciampano non rinunciano a un classico  <em>paso chaflán</em>, com&#8217;è evidente dalla terza figura del ballerino.  Insomma dove noi siamo in fuga, cadiamo, ingrassiamo o espelliamo loro procedono fiduciosi dando la mano al futuro e danzando.</p>
<p>E poi dicono che la semiotica non serve a niente.</p>
<div id="attachment_226" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/metro_madrid.jpg"><img class="size-medium wp-image-226" src="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/06/metro_madrid-300x246.jpg" alt="Semiotica Zapateriana" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Fig. 3. Semiotica Zapateriana</p></div>
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		<title>Un genere minimalista: la newsletter</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 17:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rete e retorica]]></category>
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		<category><![CDATA[Luisa Carrada]]></category>
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		<description><![CDATA[La posta elettronica è stata una delle prime e più fortunate applicazioni  di Internet. Oggi è diventata per tutti (o quasi) un&#8217;abitudine quotidiana, ma purtroppo le nuove leve di  navigatori e navigatrici ignorano che oltre a essere forse il più antico fra i generi di scrittura della rete è anche il più codificato.  La Netiquette, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La posta elettronica è stata una delle prime e più fortunate applicazioni  di Internet. Oggi è diventata per tutti (o quasi) un&#8217;abitudine quotidiana, ma purtroppo le nuove leve di  navigatori e navigatrici ignorano che oltre a essere forse il più antico fra i generi di scrittura della rete è anche il più codificato.  La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette" target="_blank">Netiquette</a>, il galateo delle &#8220;buone maniere&#8221; per scrivere online, nasce infatti dall&#8217;esigenza di rendere più efficaci e corretti gli scambi che avvenivano soprattutto attraverso messaggi di posta elettronica (e poi successivamente  chat, forum, ecc.).  L&#8217;oblio della netiquette ha avuto e tuttora ha delle conseguenze nefaste sulla qualità delle mail che riceviamo. Mentre infatti si parla molto o abbastanza di accessibilità e usabilità dei siti, <a href="http://www.mestierediscrivere.com/testi/pubonline.htm" target="_blank">pochissimi</a> si occupano di rendere più leggibili e tecnicamente accessibili i messaggi che ci scambiamo ogni giorno.</p>
<p>Per rimediare a questa lacuna questa settimana ho proposto un&#8217;esercizio di analisi e riscrittura di alcune mail informative, di tipo istituzionale o commerciale. Si tratta di una tipologia di testo che a tutti sarà capitato di leggere e a moltissimi anche di scrivere. Nel gergo ormai invalso si chiamano <em>newsletter</em> &#8211; anche se esiste un termine italiano abbastanza trasparente, ormai in disuso: <em>lettera novità</em>. In sintesi è una e-mail in cui vengono presentate novità e notizie di vario genere riguardante un prodotto o un servizio. Solitamente, per riceverla, ci si iscrive direttamente sul sito dell&#8217;azienda o dell&#8217;istituzione o se ne fa richiesta via posta elettronica. Tale meccanismo di sottoscrizione con la comparsa dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Really_simple_syndication" target="_blank">Feed RSS</a> probabilmente è destinato a scomparire, ma questo non diminuisce le responsabilità dell’editor, che dovrà assumersi anche l’onere della progettazione di adeguati feed.</p>
<div id="attachment_173" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/05/newsletter_hermes_studio.jpg"><img class="size-medium wp-image-173" src="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/05/newsletter_hermes_studio-300x187.jpg" alt="Il caos semiotico di una newsletter di tipo commerciale. Agli studenti è stato proposto di riorganizzarne il contenuto in formato testo, tagliando ove necessario, ma anche segnalando eventuali lacune informative " width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Il caos semiotico di una newsletter di tipo commerciale. Agli studenti è stato proposto di riorganizzarne il contenuto in formato testo, tagliando ove necessario, ma anche segnalando eventuali lacune informative </p></div>
<p>Le newsletter da analizzare e riscrivere sono state inviate al nostro <a href="http://it.groups.yahoo.com/group/formetestodigitale/" target="_blank">Gruppo</a>. Poiché incollerete il risultato del vostro lavoro in un commento a questo post, consiglio di contestualizzare il lavoro, premettendo al testo riformulato alcune righe che riassumano i problemi incontrati e motivino le scelte di riscrittura.</p>
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		<title>Usabilità o la retorica del web</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 11:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rete e retorica]]></category>
		<category><![CDATA[architettura dell'informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il titolo di questa sezione prende spunto da un libro dedicato alle intersezioni fra retorica e architetture dell&#8217;informazione. Scrive Luca Rosati:  &#8220;l’idea è stata quella di rinvenire quanto nella modernità possa essere ricondotto all’antico, nella convinzione che un sapere sedimentato come quello della Retorica possa ridimensionare o forse anche solo dare una dimensione chiara al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo di questa sezione prende spunto da un <a href="http://lucarosati.it/blog/rete-retorica">libro</a> dedicato alle intersezioni fra retorica e <a href="http://webdesign.html.it/guide/leggi/44/guida-architettura-dellinformazione/">architetture dell&#8217;informazione</a>. Scrive Luca Rosati:  &#8220;l’idea è stata quella di rinvenire quanto nella modernità possa essere ricondotto all’antico, nella convinzione che un sapere sedimentato come quello della Retorica possa ridimensionare o forse anche solo dare una dimensione chiara al nuovo&#8221;. In <a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833957135">Scrittura e filologia nell&#8217;era digitale</a> (2003) avevo tentato proprio questo: rintracciare le radici dell&#8217;odierna &#8216;stilistica&#8217; della rete e contaminare usabilità e retorica, <em>human computer interaction</em> e  disegno industriale (Bruno Munari), ecc.</p>
<p>Da quel progetto nasce la collaborazione con Veronica  Giannini, docente di <a href="http://w3.uniroma1.it/sfll/dsfll/didattica/progr_0809/giannini.html"><em>Retorica e scrittura per i nuovi media</em></a> alla Sapienza ed esperta di architettura dell&#8217;informazione. Insieme abbiamo realizzato vari moduli per <a href="http://www.baicr.it/site/it-IT/Le_Attivit%C3%A0/Formazione_continua/Master_per_le_professioni/Comunicazione_Istituzionale/">corsi di formazione</a> e ultimamente scritto a quattro mani un articolo sull&#8217;analisi dei siti web della pubblica amministrazione (vedi immagine sotto).</p>
<div id="attachment_150" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/04/copertina_lovari_masini.jpeg"><img class="size-full wp-image-150" src="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/04/copertina_lovari_masini.jpeg" alt="In questo volume vedi &quot;La scrittura istituzionale nel web: formazione o improvvisazione?&quot;, pp. 117-132" width="200" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">In questo volume vedi &quot;La scrittura istituzionale nel web: formazione o improvvisazione?&quot;, pp. 117-132</p></div>
<p>Nell&#8217;analisi, concentrata soprattutto sugli aspetti della comunicazione, non abbiamo scelto un modello specifico ma seguendo la nostra esperienza abbiamo unito le riflessioni della linguistica testuale e della pragmatica ai contributi sull&#8217;usabilità e accessibilità dei contenuti sul web.<br />
Questa è la cornice pratico-teorica che fa da sfondo all&#8217;esercitazione di questa settimana: analizzare, commentare ed eventualmente riprogettare un sito istituzionale o comunque che offra servizi rivolti al pubblico, come può essere una associazione o un ente, sia pubblico che privato.</p>
<p>Buon lavoro!</p>
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