<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Forme e generi della testualità digitale &#187; Israele</title>
	<atom:link href="http://testodigitale.infolet.it/tag/israele/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://testodigitale.infolet.it</link>
	<description>Weblog del corso "Forme e generi della testualità digitale", a.a. 2008-09, Laurea magistrale in "Informazione, Editoria, Giornalismo", Università Roma Tre</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Oct 2009 01:14:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Informazione faziosa e riscrittura della storia</title>
		<link>http://testodigitale.infolet.it/2009/04/08/informazione-faziosa-e-riscrittura-della-storia/</link>
		<comments>http://testodigitale.infolet.it/2009/04/08/informazione-faziosa-e-riscrittura-della-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 00:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'informazione alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Antico Testamento]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[filologia]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Liverani]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://testodigitale.infolet.it/?p=111</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Il manifesto&#8221; di mercoledì 1 aprile pubblicava un interessante articolo (p.  11) dell&#8217;israeliano Ury Avnery sul nuovo governo d&#8217;Israele. Non è mia intenzione occuparmi di politica orientale (mi manca solo questo), tuttavia ho fatto alcune ricerche e scoperto un paio di siti di informazione alternativa che voglio segnalarvi. Ovviamente si tratta di siti di parte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/" target="_blank"> &#8220;Il manifesto&#8221;</a> di mercoledì 1 aprile pubblicava un interessante articolo (p.  11) dell&#8217;israeliano Ury Avnery sul nuovo governo d&#8217;Israele. Non è mia intenzione occuparmi di politica orientale (mi manca solo questo), tuttavia ho fatto alcune ricerche e scoperto un paio di siti di informazione alternativa che voglio segnalarvi. Ovviamente si tratta di siti <em>di parte</em>, ma non per questo meno utili. Al contrario di molti, non penso che il problema dell&#8217;informazione sia la <em>faziosità</em>, ma la <em>manipolazione</em> dei fatti e delle notizie. Voglio dire che dalla faziosità è molto più semplice difendersi che dalla paludata neutralità di molte autorevoli testate. Come ricorderà chi ha studiato la pragmatica, le sabbie mobili iniziano nella dimensione della presupposizione e non dell&#8217;esplicito. Per questo vi invito (se ve la cavate con l&#8217;inglese) a dare un&#8217;occhiata a:<br />
1) <a href="http://angryarab.blogspot.com/" target="_blank">The Angry Arab News Service</a>, blog di As&#8217;ad AbuKhalil, docente alla California State University, che raccoglie notizie politiche e culturali sul mondo arabo;<br />
2) Il blog del citato <a href="http://www.avnery-news.co.il/english/" target="_blank">Ury Avnery</a>, vecchio (anche in senso letterale) pacifista israeliano e il collegato <a href="http://www.alternativenews.org/">http://www.alternativenews.org/</a>. Entrambi i siti offrono punti di vista assai poco comuni sul conflitto israeliano-palestinese.<br />
3) Un&#8217;amica giustamente mi invita a completare il quadro con un sito italiano altrettanto &#8216;alternativo&#8217; ma stavolta decisamente filo-israeliano: <a href="http://www.informazionecorretta.it/">http://www.informazionecorretta.it/</a>. </p>
<p>Infine, per un modo innovativo di fare informazione che sfrutti appieno le possibilità del web, si veda  <em><a href="http://www.csmonitor.com/patchworknation/">patchwork nation</a></em>, un sito del Christian Science Monitor dedicato alla campagna per le elezioni presidenziali USA. </p>
<div id="attachment_129" class="wp-caption alignleft" style="width: 204px"><a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/04/liverani.jpeg"><img class="size-medium wp-image-129" src="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/04/liverani-194x300.jpg" alt="liverani" width="194" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Liverani, Antico Oriente, Laterza, 2005</p></div>
<p>La seconda riflessione scaturita dall&#8217;articolo di Avnery è legata alla dimensione testuale, in particolare alla trasmissione della memoria culturale. La mia riflessione partiva da questa citazione:</p>
<blockquote><p>&#8220;[...] La soluzione è scritta nella Bibbia (Proverbi 24:6): «Ché la guerra si fa con calcoli meditati». (Nella versione di re Giacomo, la parola ebraica Takhbulot è tradotta con «consiglio saggio». In ebraico moderno essa significa inganni, sotterfugi, stratagemmi &#8211; ed è questo il modo in cui la intendono oggi tutti coloro che parlano l&#8217;ebraico).&#8221;</p></blockquote>
<p>Non è certo la prima volta che una parola, nel corso della storia, cambi o si arricchisca di significati nuovi.  Tuttavia il caso dell&#8217;ebraico mi ha fatto venire in mente qualcosa di ben più sostanzioso. Ne abbiamo accennato in aula: come si trasmettono i testi? La filologia si è occupata storicamente di mettere a punto gli strumenti metodologici per una corretta conservazione e trasmissione dei testi. Ma che cosa accade quando un determinato &#8220;interesse&#8221; &#8211; religioso, politico, culturale &#8211; prende il sopravvento sulla normale (?) tramissione del documento storico? Quali sono gli <em>agenti</em> che operano sul testo e in che modo ne condizionano tempi e modalità di riproduzione?</p>
<p>Mario Liverani, nel suo monumentale <em>Antico Oriente. Storia, società, economia</em> (Roma-Bari, Laterza, 2005), sintetizza la nota (si fa per dire) questione della &#8220;composizione&#8221; dell&#8217;Antico Testamento. Si tratta di una vicenda assai complessa che riassumerò qui per sommi capi (lo stesso Liverani la narra in modo esteso in <a href="http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842070603" target="_blank"><em>Oltre la Bibbia</em></a>). In sostanza, in seguito alle invasioni assiro-babilonesi del Regno di Israele (VIII-VI sec. A. C.), avvengono successive ondate di deportazioni delle <em>élites</em> giudee nei territori dei conquistatori:</p>
<blockquote><p>&#8220;Nabucodonosor espugna Gerusalemme una prima volta, riducendola alla condizione di regno vassallo (597), e poi una seconda volta ponendo fino all&#8217;autonomia locale (586). [...] E mentre i deportati in altre zone assire venivano fusi (anche forzosamente) alle popolazioni locali, gli esuli giudei in Babilonia mantennero maggiore coesione e individualità.&#8221; (Liverani, <em>cit</em>., pp. 680-681)</p></blockquote>
<p>Dunque assistiamo a un doppio movimento di popolazioni, deportati in arrivo, che &#8220;portarono le loro divinità e le loro costumanze&#8221; in Palestina (p. 682) ed élites palatine o templari che cercano di perpetuare nell&#8217;esilio babilonese &#8220;la purezza della loro lingua, delle loro costumanze, della loro religione, per difendersi dall&#8217;assimilazione&#8221; (p. 682). Ivi compresi i testi sacri. A questo punto però avviene qualcosa di singolare, ovvero gli esiliati tornando nella loro terra notano che le antiche tradizioni sono scomparse o si sono corrotte, insomma non la  &#8220;riconoscono&#8221; e cominciano a considerarsi, in quanto scampati al disastro nazionale, gli unici eredi legittimi. Essi &#8220;restaurano tempio e legge, vietano matrimoni misti e sincretismo religioso, considerano illegittima la presenza sul territorio di coloro che non fanno parte della comunità religiosa yahwistica [...]&#8221; (p. 687). E&#8217; a partire da questo momento che inizia quella che Liverani chiama la &#8220;rifondazione storiogafica&#8221;, ovvero l&#8217;operazione di riscrittura della storia di Israele in chiave nazional-religiosa:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ricollocando alle epoche di redazione i singoli interventi testuali che assommati insieme costituiscono l&#8217;Antico Testamento, ci si accorge che la maggior parte di essi si colloca [...] in epoca post-esilica (dunque in età achemenide ed ellenistica) &#8211; e in misura minore proprio ai limiti estremi di essa, in età esilica. Certamente il complesso dell&#8217;Antico Testamento è da valutarsi e da apprezzarsi più nella prospettiva del secondo tempio che non del primo, più nel quadro del ritorno dall&#8217;esilio che non della formazione e dello sviluppo del regno di Israele, e costituisce un caso colossale di ripensamento della storia passata, e di una sua riscrittura, in funzione del presente (un presente assai posteriore alla storia narrata).&#8221;  (Liverani, <em>cit</em>., p. 690).</p></blockquote>
<p>Siamo insomma di fronte a un altro caso in cui l&#8217;identità del testo è funzione del suo contesto culturale (religioso in questo caso). Solo la teologia potrà giustificare e sostenere per secoli la stabilità di un testo che praticamente non è mai esistito nella forma in cui lo abbiamo letto fino a oggi. Più di due millenni prima di Google assistiamo a un episodio di manipolazione retroattiva delle forme di (auto)rappresentazione della realtà &#8211; i testi &#8211; che avrà conseguenze profonde nella storia dell&#8217;Occidente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://testodigitale.infolet.it/2009/04/08/informazione-faziosa-e-riscrittura-della-storia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

