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	<title>Forme e generi della testualità digitale &#187; literacy</title>
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	<description>Weblog del corso "Forme e generi della testualità digitale", a.a. 2008-09, Laurea magistrale in "Informazione, Editoria, Giornalismo", Università Roma Tre</description>
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		<title>Terza lettura: Walter Ong</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 16:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[McLuhan]]></category>
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		<description><![CDATA[La terza lettura è tratta dal libro di Walter Ong, Oralità e scrittura, Il Mulino, 1986 (ed. or. Orality and Literacy: The Technologizing of the Word, 1982). Walter Ong nasce come docente di letteratura inglese, ma probabilmente è uno dei maggiori storici della cultura di fine Novecento. Fu collega e collaboratore di Marshall McLuhan a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La terza lettura è tratta dal libro di Walter Ong, <em>Oralità e scrittura</em>, Il Mulino, 1986 (ed. or. <em>Orality and Literacy: The Technologizing of the Word</em>, 1982). Walter Ong nasce come docente di letteratura inglese, ma probabilmente è uno dei maggiori storici della cultura di fine Novecento. Fu collega e collaboratore di Marshall McLuhan a Toronto e fra i due ci fu un frequente scambio, tanto che si è spesso parlato di influenze mutue. Insieme al grecista Eric Havelock e ad Harold Adams Innis (che presenterò più avanti) i quattro formano l&#8217;embrione della cosiddetta &#8220;scuola di Toronto&#8221; che è alla base della nascita dei Communication Studies in USA. Tuttavia, rispetto a McLuhan, Ong nei suoi studi appare più rigoroso e più chiaro. Esiste un splendido sito a lui dedicato che contiene numerosi inediti: http://libraries.slu.edu/sc/ong/</p>
<p>Le pagine che vi propongo [file <a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/03/ong82_119-127.pdf"><strong>1</strong></a> e <a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/03/ong82_139-155.pdf"><strong>2</strong></a>], rispetto ad Arsuaga e Goody, entrano nel vivo della nostra discussione: il rapporto fra parola e tecnologia, l&#8217;apparire di nuove forme di conoscenza (es. il libro) e di conseguenza di nuovi stili cognitivi. Pur essendo stato scritto nel 1982 il libro pone già alcuni importanti interrogativi sullo scenario informatico.</p>
<p>Alcune schiette affermazioni di Ong negli anni successivi sono diventate, come è accaduto per McLuhan negli anni Sessanta, degli slogan. Per esempio la frase che leggiamo nella prima pagina: &#8220;la scrittura ha trasformato la mente umana&#8221;. Tuttavia Ong è più circostanziato e più cauto dei suoi epigoni e soprattutto analizza e interpreta in modo originale una grande quantità di dati. Lettura sempre affascinante e coinvolgente, <em>Oralità e scrittura</em> rimane ancora<br />
oggi uno dei &#8216;must-read&#8217; di ogni studioso di comunicazione.</p>
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