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	<title>Forme e generi della testualità digitale &#187; poesia orale</title>
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	<description>Weblog del corso "Forme e generi della testualità digitale", a.a. 2008-09, Laurea magistrale in "Informazione, Editoria, Giornalismo", Università Roma Tre</description>
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		<title>Seconda lettura: Jack Goody</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 15:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Jack Goody è uno dei più grandi antropologi viventi. Insieme agli studi di Eric Havelock e Walter Ong, il lavoro di Goody costituisce il terzo pilastro fondamentale degli studi sul ruolo della scrittura nella società. Esistono naturalmente molti altri autori importanti che hanno studiato la storia e l&#8217;evoluzione della scrittura e della sua influenza, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Goody" target="_blank">Jack Goody</a> è uno dei più grandi antropologi viventi. Insieme agli studi di Eric<br />
Havelock e Walter Ong, il lavoro di Goody costituisce il terzo pilastro<br />
fondamentale degli studi sul ruolo della scrittura nella società. Esistono<br />
naturalmente molti altri autori importanti che hanno studiato la storia e<br />
l&#8217;evoluzione della scrittura e della sua influenza, ma è dagli autori citati<br />
(oltre al solito McLuhan) che, consapevolmente o meno, originano molti degli<br />
approcci teorici che imperversano nello scenario sociologico dei nuovi media. Io<br />
stesso ho scelto l&#8217;argomento della mia tesi di laurea sulla scrittura<br />
elettronica, nel 1992, grazie all&#8217;incontro con Goody &amp; c., ma noto che gran<br />
parte della letteratura sociologica odierna tende a dimenticarli.</p>
<p>Tra la fine degli anni &#8217;70 e la metà degli anni &#8217;80 Goody pubblicò alcuni dei<br />
lavori più importanti sul ruolo della scrittura nelle società, operando<br />
importanti e decisivi confronti fra società orali e semi-alfabetizzate in Africa<br />
e in altri paesi non-occidentali. Ne cito tre fra quelli tradotti in Italia:<br />
<em>L&#8217;addomesticamento del pensiero selvaggio</em> (ed. or. 1977); <em>La logica della<br />
scrittura e l&#8217;organizzazione della società</em> (ed. or. 1986); <em>Il suono e i<br />
segni</em>, Milano, Il Saggiatore, 1989 (ed. or. <em>The interface between the oral and<br />
the written</em>, 1987). Ed è da quest&#8217;ultimo, uno di quelli meno noti in Italia, che<br />
ho deciso di attingere per la terza lettura.</p>
<p>Nel capitolo che vi propongo (file <a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/03/goody87_89-107.pdf">1</a> e <a href="http://testodigitale.infolet.it/files/2009/03/goody87_108-119.pdf">2</a>) Goody affronta lo spinoso tema della poesia orale,<br />
analizzando la tradizione africana e mettendola a confronto con le ipotesi<br />
sull&#8217;oralità dei poemi omerici. Pur non nascondendo tutti i limiti e i pericoli<br />
della ricerca sul campo, Goody riesce a fare piazza pulita di una serie di<br />
luoghi comuni su come storicamente noi occidentali ci siamo rappresentati e<br />
raffigurati l&#8217;oralità e il suo rapporto con le altre forme di comunicazione. Una<br />
lettura non facile, ma salutare, che ci spinge anche a riflettere su come venga<br />
spesso percepito in modo superficiale il rapporto fra oralità e scrittura nei<br />
nuovi media. Molte delle sue riflessioni inoltre ci torneranno utili quando<br />
affronteremo la pratica e la teoria del documento digitale, sia nei suoi aspetti<br />
tecnici &#8220;interni&#8221; sia negli aspetti linguistico-testuali &#8220;esterni&#8221;.</p>
<p>Di questo volume (se riuscite a trovarlo) vi consiglio anche la lettura<br />
dell&#8217;ultimo capitolo, &#8220;Linguaggio e scrittura&#8221;. All&#8217;inizio pensavo di proporvi<br />
questo capitolo conclusivo, ma poi ho pensato che più che di conclusioni in<br />
questa fase del corso (e della vostra formazione) era più utile provocarvi con<br />
qualcosa di più dichiaratamente &#8220;antropologico&#8221; che sociologico.</p>
<p>Buona lettura</p>
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